RIFORMA SI, RIFORMA NO!
A CURA DELLA SEGRETERIA PROVINCIALE DELLA CONF.A.I.L.
Premesso
che il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, ha recentemente dichiarato che il sistema previdenziale è in equilibrio, che i conti dell’INPS sono a posto e che il bilancio 2008 è stato chiuso con un saldo attivo di circa 11 miliardi di euro.
Considerato
che il maggior gettito viene dai lavoratori dipendenti che con l’aliquota contributiva del 33% ripianano i debiti contratti dai fondi pensionistici autonomi presso l’INPS di artigiani, agricoltori, commercianti, dirigenti d’azienda e addirittura del clero;
che i lavoratori dipendenti pagano alla fonte i contributi sui propri redditi;
che lo stesso non avviene per gli autonomi;
che una serie di prestazioni sociali (cassa integrazione, ecc.) rimangono a carico dell’INPS e non della fiscalità generale, come avviene in tutti gli altri paesi europei;
che il numero dei lavoratori che andrà in pensione entro il 2009 scenderà di circa 80 mila unità mentre quello degli autonomi è destinato a salire.
Ci chiediamo
se tutto questo bailamme sulla previdenza non sia la premessa per attuare l’ennesima truffa ai danni dei lavoratori dipendenti.
È proprio necessario ricorrere ad una nuova riforma previdenziale?
Sì, lo è!
Ma solo per far sanare agli autonomi i circa 70 miliardi di deficit dei loro fondi, attraverso la verifica seria dei redditi dichiarati e l’aumento dell’aliquota contributiva che deve passare dall’attuale 20% al 33% dei lavoratori dipendenti. In un paese serio, dove non si rincorre il consenso politico ad ogni costo, già si sarebbe fatto.
È giusto che le lavoratrici del pubblico impiego vadano in pensione a 65 anni?
Premesso che
che la parità di trattamento con gli uomini venga realizzata in tutto e per tutto (carriera, opportunità, ecc.)
che si tenga conto che nel corso della vita lavorativa le donne devono pure assolvere (in misura sicuramente più impegnativa degli uomini) al dovere di madri ed educatrici.
In ogni caso l’uscita a 65 anni deve avvenire su base volontaria.
Recentemente il ministro Tremonti ha affermato che se qualcuno aveva intenzione di utilizzare per imprecisati scopi le risorse economiche recuperate da una eventuale riforma previdenziale, doveva toglierselo dalla testa perché quei soldi sarebbero rimasti nel mondo del lavoro.
Quindi anche Tremonti sa che chi spinge in un determinato senso ha cattive intenzioni.
Ma voi credete alle rassicurazioni di Tremonti?
Noi, no!
Se si dovesse andare ad una nuova riforma previdenziale le risorse che si recupererebbero farebbero la fine di quelle del FAS.
Cos’è il FAS?
Il FAS (Fondo Aree Sottosviluppate) è lo strumento di finanziamento delle politiche di sviluppo per le aree sottosviluppate del paese. Fu istituito con la finanziaria del 2003 e successivamente fu modificato da quella del 2007; lo stanziamento, nel periodo 2007-2013, era di 64, 4 miliardi di euro.
Tra il 2008 ed il 2009 il governo Berlusconi ha accentuato enormemente la pratica di utilizzare le risorse del FAS per la copertura di impegni legislativi che nulla hanno a che fare con l’aiuto “straordinario” che doveva andare alle regioni sottosviluppate e quindi in gran misura al Mezzogiorno d’Italia.
Ecco allora perché siamo molto preoccupati della cosiddetta riforma previdenziale fatta, come dice qualcuno, nell’interesse della collettività.
Non vorremmo trovarci di fronte ad un nuovo saccheggio dei diritti dei lavoratori.
Lavoratori seguite con attenzione gli sviluppi della vicenda.
Napoli, 30 giugno 2009

| Da ciro |
PURTROPPO UN GRAVE LUTTO HA COLPITO LA GRANDE FAMIGLIA CIRCUMVESUVIANA. SI E' SPENTO IL COLLEGA CIRO CAIAZZO. GESTORE PRESSO LA STAZIONE DI VICO EQUENSE MA DA DIVERSI MESI DISTACCATO AD ALTRO SERVIZIO PER PROBLEMI DI SALUTE CHE ALLA FINE LO HANNO PORTATO VIA ALL'AFFETTO DELLA FAMIGLIA, DEI COLLEGHI E DI QUANTI GLI HANNO VOLUTO BENE.
LA NOTIZIA CI E' ARRIVATA QUALCHE MINUTO FA E NOI LA PUBBLICHIAMO SEPPUR NELLA SUA CRUDEZZA AFFINCHE' TUTTI SAPPIANO DI QUESTA GRAVE PERDITA. NELLE PROSSIME ORE CONTIAMO DI AGGIORNARVI CON ALTRI DETTAGLI RIGUARDANTI LE ESEQUIE.
LA REDAZIONE PORGE LE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA DEL CARO CIRO CON IL QUALE PERSONALMENTE LO SCRIVENTE HA CONDIVISO TANTE ORE DI LAVORO. UN ABBRACCIO FORTE A CIRO E A TUTTA LA SUA FAMIGLIA.
Giovanni Navarone
LE ESEQUIE SABATO 4 LUGLIO ALLE ORE 10.00 PRESSO
LA CATTEDRALE IN CASTELLAMMARE.
PER ORIENTARSI IN MERITO ALL'UBICAZIONE DELLA CHIESA E' POSSIBILE CHIAMARE I COLLEGHI DELLA STAZIONE DI CASTELLAMMARE AL N. 081-7722773
In Via San Cosmo - fuori Porta Nolana, ai numeri civici 26 e 28, dal 1956 c'è l'Antica Trattoria e Pizzeria "Da Donato".
utte le pietanze ma, in modo particolare, gli antipasti e i primi piatti, senza dimenticare, però, la frittura in genere...".
Caro Director.ancora In Marcia !
dal 1908 la rivista dei macchinisti
VIAREGGIO: BILANCIO FERROVIE FORSE IN PAREGGIO MA SICUREZZA VA A PICCO
“Era andata bene qualche giorno fa quando per un cedimento di un carro simile a quello di Viareggio, una cisterna di acido fluoridrico aveva sfiorato un treno pendolari nei pressi della stazione Vaiano producendo l’interruzione per quasi due giorni del traffico ferroviario Nord-Sud. Oggi è andata molto è peggio e mentre ci inchiniamo alle innocenti vittime di questa tragedia, non possiamo che rinnovare la nostra denuncia sullo stato in cui sono state ridotte le nostre FS: due giorni fa i treni erano fermi a Padova per la caduta della linea aerea, qualche giorno prima la linea aerea era caduta, sempre a Prato, sotto la galleria dell’Appennino; ogni giorno un incidente o un disservizio grave che viene minimizzato e presentato all’opinione pubblica come fatto isolato o casuale. La nostra rivista, “ancora In Marcia!” è costretta ad aumentare le proprie pagine per rendere conto della quotidianità degli incidenti. Una situazione paradossale in cui i ferrovieri che segnalano le criticità vengono puniti e, addirittura, gli RLS che cercano di denunciare le insufficienti manutenzioni vengono puniti e licenziati, come è accaduto a Dante De Angelis. Avevamo detto che le nozze con i fichi secchi non si fanno, la riduzione da 220.000 ferrovieri a poco più di 80.000 non può che produrre questo tipo di risultati. Ma non è finita: da qualche giorno i treni viaggiano con un solo macchinista (vanto dell’autoritario ad Mauro Moretti) per risparmiare e siccome due occhi vedono meno di quattro, ci dobbiamo preparare anche su questo fronte".
la redazione di ancora In Marcia !